Musica

Brunori Sas e la forza delle spazzole

brunori

Milano, Alcatraz, 6 marzo, primo concerto di Brunori Sas per il suo “Cammino di Santiago in Tour“. Io c’ero.

In realtà ho rischiato di non esserci perché mi sono presentata in Via Valtellina senza biglietto: era sold out. Non vi sto a dire come l’ho preso: basterà solo l’hashtag inventato per l’occasione dall’amica che era con me, #nessunofottevolpi.

Diciamo anche che ho vissuto il concerto un po’ diversamente dal solito: non ero sotto al palco come sempre. E la foto sopra ne è la conferma: vedevo Brunori Sas praticamente con il binocolo. Che ci devo fare, l’altezza non è certo il mio punto forte.
Ah, non sono mancati i cinque minuti di ormoni adolescenziali: tra il pubblico, e li ho avuti vicini di 5cm, c’erano Dente e quel gran figo di Federico Dragogna de I Ministri.

Si parte con Arrivederci Tristezza, una ballata soft per scaldare gli animi dei 2000 fan. Suddivisi tra: le belle e brutte copie di Brunori, i fighetti di marca vestiti, quelli usciti da lavoro in giacca e cravatta, la gente in stile easy-free e qualcuno “non classificato”. Ah, non dimentichiamo che c’era un trionfo di coppiette picci picci.

Sono una di quelle che compartecipa ai concerti con il ballo più che con il canto: sono stonata e non riesco a stare dietro alle parole. Quindi, le vibrazioni mi arrivano dal sound, e che sound con Brunori Sas: gran chitarra acustica, sax, archi, coretti e spazzole. Si, avete letto bene, spazzole.

La scaletta continua con alcune canzoni del nuovo album, quello che ha dato il nome al tour: Pornoromanzo, Il santo morto, Lei, Lui, Firenze, Kurt Cobain, Nessuno e Come Stai. “È la frase d’esordio nel mondo che ho intorno / Tutto bene, ho una casa / E sto lavorando ogni giorno / Che cosa vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli?”

Con le canzoni che parlano dei problemi dei 30enni di oggi con l’economia e con il lavoro l’atmosfera si scalda, ma mica tanto. I milanesi in quanto a calore non hanno mai fatto impazzire. E anche se Brunori Sas intrattiene, scherza, si scatena sul palco… non fanno una piega.

Andiamo avanti con Fra Milioni di stelle, Meglio di Niente, Paolo, Mambo Reazionario, Una Domenica Notte, Vigilia di Natale e Le quattro volte. Ancora un mix tra nuove canzoni e vecchi successi. A proposito, sapete che Una domenica notte è anche il titolo di un film in cui Brunori recita un cameo e di cui ha curato la colonna sonora? Non l’ho ancora visto, poi magari vi dico se vale la pena.

Mancano ancora quattro canzoni: Italian dandy, Tre Capelli sul comò, Guardia ’82, Sol come sono sol e Rosa. E’ un trionfo, il concerto è perfettamente riuscito. La scelta di passare dal nuovo al vecchio e a ritroso paga, decisamente.

In quest’ultimo album si sentono gli echi di Edoardo Bennato, Lucio Battisti, Rino Gaetano, Francesco De Gregori, Fabrizio De Andrè e pure Neil Young. Brunori Sas è nato come idolo indie e hipster, ma ora mi sembra sufficientemente maturo per andare oltre alla commistione degli “echi”.

Dalla sua parte ha le parole, il personaggio e le spazzole. Già, proprio loro.

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