Jacques Villeret

Signore e signori, Le dîner de cons

La-cena-dei-cretini

Le temps ne fait rien à l’affaire,
Quand on est con, on est con.
Qu’on ai vingt ans, qu’on soit grand-père,
Quand on est con, on est con.

Con una delle più belle ballate di Georges Brassens, importante esponente della canzone d’autore francese, inizia il ritmo incalzante di una commedia d’Oltralpe datata 1998.
Le dîner de cons – in italiano La cena dei cretini – è un piccolo gioiello del regista Francis Veber, ispirato ad una sua omonima opera teatrale di grande successo.

Vi è mai capitato di partecipare a una cena del genere? Ebbene, pare che l’alta borghesia parigina abbia un particolarissimo vezzo: invitare a cena idioti, il più idioti possibile, per poi ridere alle loro spalle. Vince la scommessa chi sceglie… il Re dei cretini.

Non sempre, però, le cose vanno dovrebbero, anzi l’imprevisto è sempre lì sulla porta ad aspettare di poter mietere nuove vittime. Può capitare, ed è il caso dell’editore Pierre Brochant, di imbattersi in un umile impiegato del Ministero delle Finanze che, a tempo perso, crea modellini coi fiammiferi. E’ solo un povero cristo, come indica la controversa etimologia di cretino, che secondo alcuni studi ha la stessa radice di cristiano?

Macché, Francois Pignon a tratti ricorda più un essere indemoniato, un esperto di magia nera, un gufo dalla risata satanica. Per questo motivo, invece che presentarsi alla cena, Brochant si ritrova incastrato in casa con il suo cretino senza nessuna possibilità di liberarsene. Imprevedibile e, a tratti, pericoloso, Pignon devasta la vita di chi lo circonda a suon di gag esilaranti, frizzanti e rese ancor più veloci dal suo muoversi goffamente e convulsamente.

Le dîner de cons è una godibile commedia d’interni – interamente ambientata nella casa di Brochant – che ruota attorno ad una storia semplice cucita addosso ad attori in forma smagliante e contraddistinta da quel giusto pizzico di cattiveria che non ferisce lo spettatore. L’azione si svolge tra maldestri tentativi di guarigione, crisi coniugali, telefonate grottesche, equivoci impensabili, incidenti stradali e accertamenti fiscali.

Francois Pignon, alter ego del regista e protagonista di quasi tutte le sue storie, trova nell’attore Jacques Villeret un interprete straordinario, che ben si alterna con l’antagonista Thierry Lhermitte. I loro dialoghi – serrati, divertenti e per nulla volgari – ruotano attorno a domande aperte e chiuse che rendono difficile capire chi, tra Francois e Pierre, sia effettivamente il cretino.

Mettetevi in poltrona, meglio se in compagnia dei vostri migliori amici, e lasciatevi travolgere dalle risate: Le dîner de cons è uno di quei film francesi che in Italia funzionano. 

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