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Pusher e prostitute animano Swan Lake Reloaded

Swan Lake Reloaded

Calano le luci, silenzio in platea, si apre il sipario. Rothbart è in posizione per il suo assolo in un crescendo di musiche dubstep che si intrecciano con la musica classica di Čajkovskij. Passi di street dance dialogano con plié à demi: il fulcro è il mago protagonista de Il lago dei cigni, che si presenta sotto inedite vesti. E’ uno spacciatore, uccello nero malvagio, che lancia polvere magica ad ogni movimento.

E’ così che si apre Swan Lake Reloaded, in scena agli Arcimboldi di Milano dal 17 al 23 marzo. Il coreografo svedese Fredrik Rydman ha riletto l’opera di Čajkovskij a ritmo freestyle. Pare che l’idea gli sia venuta mentre passeggiava a Camden Market. E questo è il risultato: Rothbart è uno spacciatore tossicodipendente, che usa la droga per ottenere e esercitare potere sui cigni, trasformati in prostitute armate di pellicce bianche, stivali di vernice nera e tacchi a spillo. Non hanno paura a mostrarsi in scene di sesso stile bondage, né a scendere tra il pubblico afferrando un ignaro – e sicuramente divertito – spettatore.

Siamo di fronte a una rilettura, quella di Rydman, de Il lago dei cigni in classica chiave contemporanea: la nostra è una società arrivista, consumistica, schiava delle sue passioni e dei suoi vizi, in perenne lotta tra bene e male.
Una rilettura vietata ai minori di 12 anni, e non perché ci siano scene di nudo o di violenza, ma per la difficoltà nell’attribuire il giusto e consapevole significato all’opera. Non che dopo i dodici le cose vadano meglio, sarebbe stato preferibile mettere il limite a 16 anni.

Il coreografo svedese, conosciuto dal pubblico come membro fondatore della compagnia di danza Bounce, sfrutta ogni singolo accento musicale per creare il movimento. Nel passaggio dalla danza classica alla modern jazz alla street dance e al freestyle gli spazi sul palco sono tutti sapientemente occupati. Ogni ballerino è esattamente dove dev’essere a parte qualche sbavatura sui pas de quatre. Gran parte del lavoro è fatta dai giochi di luci realizzati da Linus Fellbom ed Emma Westerberg e dalla scenografia di Rydman e Lehna Edwall.

Il risultato è si un viaggio nelle perversioni umane a braccetto con un mai così cattivo Rothbartma Swan Lake Reloaded resta prima di tutto una favola, con scene fluo che sembrano fumetti e uno stile coreografico che lancerebbe in pista anche lo spettatore più composto. Nella versione di Rydman, Il lago dei cigni sfonda le porte dell’opera aristocratica e si fa popolare in un turbinio di emozioni e colori.

Poche le pecche: a inizio e fine spettacolo vengono proposti al pubblico cartelli prima LED e visual e poi cartacei, davvero illeggibili per chi è posizionato dalla platea verso la galleria. Alcuni passaggi, poi, sono davvero di difficile interpretazione: è bene assistere al balletto consapevoli della trama con estrema precisione.

Un consiglio: bisogna guardare Swan Lake Reloaded con il giusto spirito. Schemi, gabbie ed incastri mentali vanno cancellati. Meglio fare tabula rasa e lasciarsi rapire dall’aggressività e dalla fisicità dei dieci ballerini protagonisti, su cui spicca – ben oltre una spanna – l’interprete di Rothbart.

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